veduta della Limmat di Zurigo

Tre anni a Zurigo mi hanno convinta sia un ottimo posto per expat

Cosa rende Zurigo una città interessante per gli expat? Esploriamo insieme alcuni dei motivi e delle caratteristiche di una città che è molto di più di banche e cioccolato.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo pubblicato su Business Insider intitolato 5 years living in Switzerland convinced me that it’s a great place to be an American expat (qui il link se volete leggerlo). Il titolo di questo post riprende volutamente quello dell’articolo in inglese, e ne è un piccolo omaggio perché mi è stato di ispirazione per quanto sto per scrivere.

È un periodo in cui stanno cambiando un po’ di cose nella mia vita e sto riguardando Zurigo con occhi diversi e più maturi. E sto riflettendo sul percorso fatto finora e sulle esperienze che la mia nuova casa mi sta facendo vivere. Sulla pagina Facebook di Zurich Wonderland siete stati molto entusiasti all’idea di un post in cui condividessi la mia prospettiva sull’argomento e quindi eccomi qui! Spero ne scaturisca un confronto interessante e aspetto i vostri commenti di expat a Zurigo e non.

Approccio cosmopolita, piccola città.

Che Zurigo sia una delle città con una qualità della vita tra le migliori al mondo è oramai un fatto noto. Secondo la mia modesta opinione, il primo aspetto che la rende tale è quello della sua dimensione in rapporto ai servizi. Zurigo viene spesso definita la più piccola metropoli del mondo non a caso: ha un’area di 88 km² (è circa 14 volte più piccola di Roma e 2 volte più piccola di Milano) ma non ha nulla da invidiare, in termini di servizi, a una grande città.

Ha tre ospedali pubblici più una serie di cliniche semi-private e private, un’università, un Politecnico che è nella top 20 mondiale, un aeroporto che si qualifica all’ottavo posto tra i migliori nel mondo, una rete di trasporti efficiente fatta di treni, tram, bus e traghetti. Ha circa 50 musei, centinaia di ristoranti, 1/3 della sua superficie è occupata da aree verdi, si affaccia sul lago ed è attraversata da due fiumi.

Zurigo

Come intuite da questa prima panoramica, Zurigo è organizzata come una metropoli, ne ha lo stesso flair internazionale ma non compromette quell’atmosfera tipica delle piccole città. Dal punto di vista di un expat credo che questo aspetto sia un buon punto di partenza: organizzare la propria nuova vita (impresa già di per sé non da poco) in un luogo in cui i servizi essenziali funzionano a dovere non è da sottovalutare.

Zurigo

Vivibilità.

Passiamo quindi al secondo punto: i servizi rendono Zurigo vivibile. Come ho raccontato nell’intervista radiofonica con le ragazze di Italiane con la valigia, quando mi sono trasferita qui ho guadagnato circa 4 ore in più al giorno dal solo commuting. L’efficienza dei mezzi e dei servizi non è un dato di per sé troppo interessante; quello che conta è il tempo risparmiato e impiegato per attività più gradevoli e arricchenti. E il tempo è una risorsa preziosa tanto per l’expat single quanto per l’expat con famiglia a seguito. In entrambi i casi una porzione di questo tempo può essere impiegata per integrarsi meglio nella nuova realtà.

Vivibilità parte seconda: vita culturale.

Zurigo ha una scena culturale abbastanza frizzante considerate le dimensioni contenute. Probabilmente la posizione al centro d’Europa aiuta ulteriormente. Concerti, letture di scrittori, presentazioni hanno un sapore più genuino e molto meno spersonalizzato. Non c’è bisogno di avere agganci per salutare uno scrittore e si può assistere al concerto di un grande musicista senza avere l’impressione di starlo a guardare dallo schermo del televisore. Ennio Morricone, Hans Zimmer, Tori Amos, Stefano Bollani (ricordo un bellissimo concerto nella chiesa di Neumüster), il libro firmato da Alessandro Baricco ascoltato in seconda fila nella lettura di Mr. Gwyn… sono solo alcuni degli esempi che mi vengono in mente.

Opportunità e prospettive a Zurigo.

Un trasferimento a Zurigo, per chi è abituato al sistema UE, non è facile. Per diversi motivi tra cui cito la necessità di avere un permesso di soggiorno, conoscere il tedesco e — per alcune professioni come quella del medico — l’esigenza di ottenere il riconoscimento dei titoli di studio e delle abilitazioni. Nonostante le difficoltà iniziali, tuttavia, Zurigo offre quel senso di prospettiva, di possibilità che per esempio io non riuscivo più a percepire in Italia. Questa sensazione non riguarda solo l’ambito lavorativo, ma anche quello sociale. Zurigo è una città sostenibile, è un po’ una noce di cocco agli inizi ma ricompensa gli sforzi di chi le concede tempo e cerca di conoscerla in maniera più approfondita.

Zurigo

La città più internazionale della Svizzera.

Un terzo degli abitanti di Zurigo è straniero e proviene da 170 Paesi diversi. Non male per una città che conta circa 410.000 abitanti (1 milione e 200.000 considerando i pendolari). La multiculturalità è un tratto essenziale di Zurigo e in una singola corsa di autobus si possono sentir parlare almeno 5 lingue diverse. La mia vita a Roma contava solo amici italiani, qui invece frequento quotidianamente amici svizzeri, serbi, finlandesi, israeliani, spagnoli, americani, canadesi, portoghesi, tedeschi… oltre ovviamente ad italiani! Inutile dire che avere amici da tutto il mondo ha allargato a dismisura i miei orizzonti.

Qualità vs quantità.

Non sto parlando di prezzi e offerte al supermercato ma di un modo di concepire la vita che è libero da tante sovrastrutture. Nel tempo mi sono accorta che la vita a Zurigo è più placida, fatta di piaceri semplici, tanto sport, passeggiate e pedalate all’aria aperta non appena il sole fa capolino tra le nuvole. Non ha certo i ritmi sostenuti di Londra e New York ma cerca di essere al passo con i tempi senza rinunciare alla propria anima più slow. Questo aspetto non va a genio a tutti, lo comprendo, ma magari lo si può aggiungere agli aspetti da considerare prima di trasferirsi in Svizzera. Il ritmo che ci si aspetta di trovare in una città è un fattore non secondario, e per chi ha un animo globetrotter si può sempre alternare a Zurigo qualche città europea nei weekend.

Zurigo

Zurigo strategica per i viaggiatori.

Riprendo con piacere questo punto tra i 7 elencati nell’articolo di Business Insider perché è decisamente calzante per Zurigo. La città si trova al centro dell’Europa e in una sola ora di viaggio in macchina si possono raggiungere Germania, Francia e Austria. In circa 3 ore e mezza si è invece in Italia. Con i treni e con gli aerei gli spostamenti sono ancora più veloci e, per chi è interessato ai viaggi intercontinentali, si risparmia spesso il primo scalo aereo.

Non vi nascondo che questo aspetto è ottimo anche per i “ritorni a casa”, per le relazioni a distanza e per le famiglie che vengono a trovarci. Io sono originaria di Roma, e le due città distano solo 1 ora e mezza di viaggio in aereo. Spesso viaggio addirittura in treno o con un misto macchina fino a Milano e alta velocità Milano/Roma. Il nuovo tunnel del San Gottardo ha accorciato la distanza tra Svizzera e Italia e i tempi di percorrenza diminuiranno ulteriormente nel 2018. Come vedete le alternative sono tante e abbastanza veloci.

Zurigo

I punti di cui ho parlato in questo post non seguono un ordine particolare e non comprendono aspetti più scontati come gli stipendi in Svizzera e il sistema sanitario. Ho volutamente scelto di non parlarne al momento per due motivi: a) sono le caratteristiche forse più conosciute della Svizzera e quindi anche quelle su cui si è scritto maggiormente; b) la qualità di vita non si misura sullo stipendio. I soldi aiutano, ma conosco anche diversi amici che hanno preferito tornare a guadagnare meno in un Paese che meglio rispondeva alle proprie necessità caratteriali.

Per scrivere questo post ho impiegato tre giorni e spero sia un trampolino per uno scambio di prospettive sul vivere a Zurigo. Le nostre esperienze cambiano in base a tanti fattori e questo post inoltre circoscrive un’area specifica, quella di Zurigo appunto, che credo sia diversa da altre città e cantoni. Potrebbe essere interessante scrivere una seconda puntata che raccolga testimonianze da diverse parti della Svizzera. Scrivete a valeria@zurichwonderland.ch se siete interessati a raccontarmi la vostra storia.

 

 

 

 

 

 

 

6 comments

  1. Mi ritrovo in tutto fuorché nella comodità per viaggiare, ci è capitato spesso di non trovare voli comodi per posti che volevamo visitare, rotte ben servite invece da Milano 🙁

    Per me alcuni elementi contribuiscono molto alla vivibilità:

    – il senso di sicurezza e il senso civico della gente, non solo per strada ma anche in casa: come sai, in molti condomini ci sono lavatrici e stanze per l’asciugatura comuni, e non mi è mai capitato che sparissero abiti. E vicino a me ci sono almeno due campi di fiori self-service: vai, recidi i fiori che vuoi, lasci i soldi in base al tariffario (a onor del vero non so quanti non pagano)

    – una certa ricerca del bello: alcuni quartieri residenziali sembrano parchi, e non so se hai notato che spesso gli alberi lungo i marciapiedi sono circondati da fiori di campo, presumo lasciati appositamente crescere

    – mecenatismo: non so se ce ne sia di rilevante sul lato culturale (certo ci sono molte sculture in giro ma non posso esprimermi sulla loro qualità o rilevanza), ma sul lato ricreativo molte società sponsorizzano percorsi vita nella città ed eventi sportivi

    – diffusione del part-time in formule flessibili, tanto anche uno stipendio ridotto è sufficiente

    – la frequente ricerca dell’eccellenza nel pubblico: non solo i servizi funzionano bene ma ci sono anche molti servizi al contorno, spesso ottimi: le app dei trasporti ti dicono in tempo reale e abbastanza affidabilmente quanto tempo manca all’autobus, l’app ERZ quando ci sarà la raccolta differenziata e se non hai uno smartphone c’è il servizio sms, la temperatura di lago e fiumi è disponibile online…

    Nel complesso, tante piccole cose che permettono di organizzarsi meglio e mostrano l’importanza attribuita al tempo.

    1. Valeria Crescenzi

      Alessandro grazie del tuo commento, di cui condivido praticamente ogni punto. La questione del part-time lavorativo è una delle piu’ interessanti dal lato “importanza attribuita al tempo”, come scrivevi tu. Mi sembra cerchino sinceramente di trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata… basta pensare ai negozi chiusi la domenica. Non so se nelle grandi multinazionali abbiano la stessa filosofia ma almeno per le imprese piccole e medie la flessibilità è incredibile. Sul senso di sicurezza è verissimo: ricordo ancora la sgomento iniziale di vedere bimbi di 3 anni andare all’asilo da soli con la loro pettorina catarifrangente. Ma qui si puo’… Grazie ancora per aver condiviso le tue riflessioni! 😀

  2. In questa tua descrizione di Zurigo ci vedo molto della “mia” Ginevra anche se sul piano della “mondanità” Zurigo vince alla grande. Città di dimensioni modeste dove tutto è a portata di mezzo pubblico, atmosfera internazionale, un aeroporto internazionale che ti collega con tutta Europa e una buona parte del mondo e soprattutto tanto tempo libero per la propria vita privata: anch’io come te prima di trasferirmi qui passavo almeno tre ore al giorno sui mezzi pubblici tra Latina e Roma senza avere però la più pallida idea di quanto in realtà ci avrei messo a tornare a casa o a raggiungere l’ufficio.
    Onestamente c’è ancora qualcosa che non mi convince pienamente di Ginevra – principalmente una certa rigidità verso tutto ciò che non rientra negli schemi – però, proprio come hai detto tu, la vita qui è “comoda e facile” e non so quanto resisterei tornando ad una realtà dove spesso ha ragione semplicemente chi urla di più.

    1. Valeria Crescenzi

      Ciao Francesca! Siamo ex sopravvissute ai trasporti delle ferrovie laziali… sorellanza! Scherzi a parte, comprendo quello che dici e la rigidità l’ho trovata anche qui. L’idea che mi sono fatta nel tempo è che gli schemi aiutino a ridurre le complicazioni e sono abituati a procedere cosi, è un sistema in fondo efficiente. Noi abbiamo un carattere molto diverso in questo e siamo invece abituati ad essere piu’ flessibili, a provare a pensare “out of the box” perché anche solo capire come funziona la segreteria studenti in università è una prova di sopravvivenza! Diversi modi, diversi mondi e un sacco da imparare 😉 Grazie di essere passata di qui, mi ha fatto piacere leggere dell’esperienza ginevrina!

  3. Ciao, ho letto il blog per caso, di rimando da una pagina fb. Sono arrivata da Roma, 9 anni fa, appena laureata, per raggiungere l’allora fidanzato, da 7 anni marito. Un amore per questa città che è nato quasi subito (anche se sono arrivata a novembre!e il meteo non era di aiuto), e ora, 9 anni e 2 figli dopo, non potrei pensare di vivere in un’altra città, o tornare a Roma, anche se Roma mi manca….ma non credo potrei più viverci. Mi sento “a casa” qui, i miei figli sono nati qui, sono innegabilmente svizzeri e io anche ormai sono un po’ “svizzera”. La città mi sorprende in continuazione, anche quando a volte penso di aver già visto e capito tutto. Per ora la “Lund si miele” con Zurigo continua.

    1. Valeria Crescenzi

      Ciao Serena! Benvenuta sul blog e grazie per aver lasciato un tuo commento su questa bellissima città che è Zurigo. Condividiamo le radici romane e un grande affetto per la nostra nuova casa, e ti capisco quando scrivi che non credi potresti più vivere a Roma. Manca anche a me ma le prospettive che ci sono qui, la grande abitabilità della città e la qualità in generale alta della vita non sono replicabili al momento su scala romana. A presto e che la “luna di miele” continui!

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