Zurigo, panorama dal Lindenhof

Quattro cose che ho imparato vivendo a Zurigo

Prima di trasferirmi a Zurigo non avevo mai vissuto all’estero. Sono nata e cresciuta a Roma, ho sempre viaggiato sin da piccola ma non avevo mai avuto modo di vivere l’esperienza dell’expat. In questi quasi 4 anni a Zurigo, però, mi sono accorta di aver imparato tantissimo e di aver cambiato anche molte delle mie abitudini. La domenica di pioggia è stata complice di alcune riflessioni e mi ha suggerito di scrivere una lista (semiseria) di quattro cose che ho imparato vivendo a Zurigo.

1. Non esiste il brutto tempo, solo vestiti sbagliati – Billy Connolly

A Zurigo il tempo può variare diverse volte nel corso della giornata. Non è capriccioso come a Londra ma spesso capita di doversi vestire in maniera strategica per assecondare la sua variabilità (anche in termini di escursione termica). Non credo di aver mai controllato le previsioni del tempo prima di trasferirmi in Svizzera: qui invece è la prima cosa che faccio non appena metto i piedi giù dal letto. Il primo anno il mio guardaroba ha subito una metamorfosi totale diventando iper-pratico, sportivo e possibilmente termico. Poi le cose sono cambiate, io mi sono abituata al nuovo clima, e ho ricominciato a indossare indumenti che non mi facciano sembrare un’alpaca in gita sull’Everest. Quindi, cari amici, l’unico vero investimento da fare è quello di comprarsi una buona giacca, che abbia un cappuccio e che, possibilmente, sia antivento.

2. Utilizzare la macchina è superfluo (oltre che impossibile)

Da romana potete ben immaginare quale sia stato il mio rapporto con l’automobile. Più che un mezzo di trasporto per me era un’ancora di salvezza, l’unico mezzo capace di garantirmi il necessario apporto di ossigeno e di spazio vitale e di trasportarmi dal punto A al punto B con un ritardo”prevedibile”. Qui invece non guido quasi mai perché la rete di trasporti è talmente comoda e ben organizzata che non ce n’è davvero bisogno. Al contrario, la viabilità di Zurigo è terribile e si dice che lo sia apposta per scoraggiare l’utilizzo delle automobili. Corsie strette, parcheggi insufficienti, semafori verdi che durano pochi istanti… sono tutte misure diaboliche con cui vi educheranno a diventare dei ciclisti provetti o dei grandi camminatori.

vivere a Zurigo

3. Quando si risponde al telefono si dice prima il cognome

Un approccio molto formale ma preciso. In questo modo la persona all’altro capo del telefono saprà subito di aver chiamato il numero giusto. Non è un caso che l’intercalare più amato dagli svizzeri sia “oder?” (“oppure” in italiano): ogni volta che vi faranno una domanda vi chiederanno conferma di aver capito per bene. Oder? Io continuo ostinatamente a rispondere “hallo”, creando dell’incertezza, ma non riesco ancora a scrollarmi di dosso l’abitudine al nostro “pronto”.

4. In casa non si indossano le scarpe

Le scarpe si lasciano fuori casa per non sporcare i pavimenti e per non creare danni al parquet. Questo è un aspetto con cui si impara a familiarizzare quasi da subito: si vive in affitto e quando si riconsegna l’appartamento al proprietario deve essere riportato alle condizioni originali (avete già letto la mia guida al trasloco a Zurigo?). Ecco perché si fa più attenzione possibile e si cerca di trattare con cura ancora maggiore la “propria” casa. // Ph: Robert Nelson on Unsplash.

Quali sono le vostre quattro cose che avete imparato vivendo a Zurigo? O in una città diversa dalla vostra città di origine? Aspetto i vostri commenti!

 

 

 

 

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