Annie Leibovitz mostra a Zurigo

Perché visitare la mostra di Annie Leibovitz “Women: new portraits”

Esterno giorno. Una lunga fila si snoda davanti all’entrata dell’EWZ Unterwerk Selnau, ex stazione elettrica ora spazio per eventi. Sono tutti qui per visitare la mostra di Annie Leibovitz “Women: new portraits”, commissionata da UBS e allestita fino al 19 febbraio. Nonostante la pioggia, solo pochissime persone rinunciano alla visita. Aspetto quindi pazientemente per quasi un’ora (per fortuna ero in ottima compagnia) e poi finalmente si entra.

Zurich Wonderland

Ad un primo sguardo, mi colpisce una fotografia di Elisabetta II che campeggia quasi al centro della sala. Scoprirò solo in un secondo momento che sarà l’unica immagine fissa (non contando i ritratti sulla parete di sinistra), mentre sui due video wall scorrerà una selezione di fotografie che ritraggono donne della politica, dello spettacolo, dell’arte, dell’architettura e dello sport.

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Sembra quasi di sfogliare un album e da spettatori si diventa, seppur solo per un tempo limitato, compagni di viaggio di Annie Leibovitz e delle donne che ha ritratto dagli anni Settanta ad oggi. Sono donne che hanno sfidato, e sfidano ancora oggi, stereotipi, ingiustizie, disparità di genere, temi che toccano in maniera trasversale tante generazioni. Pur essendo solo un’appassionata di fotografia e non un’esperta, mi è stato comunque possibile percepire il percorso che Annie Leibovitz ha fatto nel tempo. Le sue fotografie si sono evolute, la tecnica affinata, la capacità di trasmettere con incisività il messaggio è divenuta via, via più efficace e — come sostiene Gloria Steinem nell’introduzione al catalogo — sono sicura “che poi per tutta la vita sarete in grado di riconoscere una foto di Annie Leibovitz“. Vi imbatterete in fotografie molto note come quella di Aung San Suu Kyi e di Malala Yousafzai, carismatiche nella loro semplicità. E incontrerete poi Meryl Streep abbracciata dalle onde, Marina AbramovicZaha Hadid, Lady Gaga, Serena Williams, Anna Wintour

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La mostra è sinceramente interessante, l’unico neo che personalmente ho trovato riguarda l’allestimento della parete in sala. L’utilizzo del plexiglass, benché utile a preservare le stampe originali, crea una patina riflettente che in alcuni casi limita la visibilità delle foto. Inoltre, le fotografie che si trovano nella quarta fila in basso, richiedono quasi di inginocchiarsi per essere osservate. Ho trovato invece vincente l’idea dei video wall: non solo è un metodo contemporaneo e in grado di esaltare i toni delle fotografie, ma crea una piacevole atmosfera che ben si combina con la natura industriale dell’EWZ Unterwerk Selnau. Prima di lasciare l’edificio, trascorrete un po’ di tempo a sfogliare i numerosi libri di fotografia nel salotto allestito alle spalle della foto di Elisabetta II. Io ho fatto il pieno di bellezza quando sono andata a visitare la mostra, e spero di poter partecipare all’inaugurazione di una delle prossime esposizioni a Zurigo.

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Il consiglio in più: le fotografie non sono ordinate secondo un percorso specifico. Scegliete quindi in libertà da dove iniziare e cercate di trovare un posto a sedere per godere al meglio delle fotografie proiettate sui video wall.

Dove: EWZ Unterwerk Selnau

Quando: fino al 19 febbraio 2017 – ingresso gratuito

 

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