La doppia vita dell’expat

Gli expat hanno una doppia vita.

Niente di losco eh, ma “tengono” due di tutto: il doppio documento (soprattutto se vivono fuori UE), due numeri di cellulare, doppia casa (una loro e una dei genitori), parlano due — o più — lingue e seguono due palinsesti annuali paralleli, cercando di star dietro alle festività del Paese di provenienza e a quelle della loro nuova patria // Photo by Nathaniel Shuman on Unsplash.

Hanno addirittura due personalità.

O forse sarebbe meglio dire due lati diversi di sè stessi che si alternano a seconda del Paese in cui si trovano.

Perché più si trascorre tempo all’estero e più si mischiano le abitudini vecchie con le nuove, e il carattere va via, via ibridandosi. Diventa un mix inedito, che si sente a casa in entrambi i luoghi e allo stesso tempo sempre un po’ straniero.

E si è stranieri al contrario. Curiosamente più nel Paese di provenienza che in quello di nuova accoglienza. Lo avete notato anche voi che siete expat come me? Io ci ho fatto caso solo un paio di anni dopo essermi trasferita a Zurigo. Mi sentivo a metà strada tra due realtà: quella italiana che conoscevo bene, che custodisce le mie origini, una porzione importante delle persone che amo, una storia che è nella mia pelle, e quella svizzera, un po’ misteriosa e con ancora tante prove da superare // Ph: Jovis Aloor on Unsplash.

Ero lontana da casa (Italia) ma finalmente quasi a casa (Svizzera).

Pensavo di star avendo un momento di dubbio. Ma poi…

…Poi ho capito. Ho capito che stare a metà strada è una condizione permanente per noi expat. Che quella nostalgia che allora provavo era un chiaro segnale che stavo comprendendo a fondo la mia nuova condizione. Stavo facendo amicizia con quella nuova persona che stavo diventando, in bilico tra due culture che le sono care e che la stanno rendendo una creatura dall’animo ancora più sfaccettato. Non migliore o peggiore. Semplicemente diversa.

  • Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli – Maxence Fermine

Ma soprattutto stavo facendo amicizia con il doppio binario su cui corre la vita dell’expat. Bisogna imparare a camminare in parallelo ma per fortuna a tenere il ritmo ci sono le nostre famiglie senza frontiere e gli amici. Quelli veri, binario italiano o svizzero che sia, non sono mai lontani.

 

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