Limmatquai di Zurigo

Dieci cose che (forse) non sapete di Zurigo

Ogni città è uno scrigno di tesori unico al mondo. Zurigo, Züri per gli amici, è una città che ha 2517 anni: si pensa infatti che il suo nome risalga al 500 a.C. — anno della colonizzazione celtica — a cui ha fatto seguito quella romana. Fin qui niente di nuovo. Quella che segue, invece, è una lista di dieci cose che (forse) non sapete di Zurigo, con annessi consigli per visitare i luoghi degli aneddoti e delle notizie curiose che state per leggere.

Here we go!

Vista di Zurigo dall'alto

1. Un tè con Albert Einstein

Albert Einstein sposò l’unica donna studente di fisica del Politecnico di Zurigo, Mileva Maric. Mileva era appassionata di matematica e scienze ed era l’unica studentessa della sezione di Einstein al Politecnico di Zurigo. Purtroppo abbandonò la sua aspirazione a diventare fisico quando sposò Einstein e divenne madre dei suoi figli.

Cosa visitare: andate a prendere un tè al Cafè Odeon. In questo locale a due passi da Bellevue, sono stati clienti regolari tantissimi personaggi famosi: da Toscanini a Lenin ad, appunto, Einstein che qui amava conversare con i suoi studenti.

2. L’asteroide Zurigo n. 13025

Alla città è intitolato un asteroide, per la precisione l’asteroide 13025 Zürich. Scoperto il 28 gennaio del 1989, un anno davvero iconico per la storia contemporanea, è un asteroide della fascia principale, ovvero di quella porzione del sistema solare che si trova tra le orbite di Marte e Giove. A scoprirlo è stato l’astronomo svizzero Paul Wild, un vero e proprio cacciatore di comete ed asteroidi: in totale le sue scoperte sono state ben 160!

Cosa visitare: l’osservatorio Urania. Vengono organizzate osservazioni guidate del cielo e potete abbinare un aperitivo al Jules Verne bar che ha una vista a 360° sulla città.

L'osservatorio Urania di Zurigo

3. Le mille (e più) fontane di Zurigo

Zurigo ha 1224 fontane potabili, e d’inverno le sculture di ghiaccio che si creano attorno sono meravigliose. L’acqua proviene per il 70% dal lago di Zurigo e una squadra di circa 300 persone si occupa di gestire e controllare l’intera rete idrica.

Cosa visitare: tra le fontane più belle vi consiglio di non perdere la Winzerbrunnen davanti all’hotel Storken, l’Augustinerbrunnen in Münzplatz (a volte piena di fiori galleggianti) e la Amazonenbrunnen in Rennweg.

Augustinerbrunnen a Zurigo

4. Una Sala dei Fiori per il quartier generale della polizia di Zurigo

L’attuale stazione di polizia di Zurigo ha sede in un ex orfanotrofio che ha un ingresso integralmente dipinto da Augusto Giacometti. In passato questa parte dell’edificio era in realtà una cantina, e potete immaginare quanto scarsa fosse la sua luminosità. Per ovviare a questo problema Giacometti ha dipinto l’intera sala, chiamata la Sala dei Fiori, con tinte rosse, gialle, arancio e oro.

Cosa visitare: la Sala dei Fiori è visitabile ogni giorno lasciando un proprio documento d’identità al funzionario di polizia all’entrata. Non si possono scattare fotografie. Questo è un indirizzo che ho scoperto grazie ai miei insegnanti di tedesco che alla fine di ogni modulo ci portavano in gita a Zurigo. Un modo divertente per esercitare la nostra capacità di comprensione della lingua e prendere confidenza con la nostra nuova casa.

5. La Badenfahrt, ovvero la fuga degli zurighesi nell’era zwingliana

“Badenfahrt” in tedesco vuol dire “escursione a Baden” ed è un termine che è stato coniato nel Medioevo, quando i dignitari dell’epoca si recavano a Baden (oggi solo 20 minuti di treno da Zurigo) per le calde sorgenti termali. Ma la storia della Badenfahrt si è fatta più interessante a partire da dopo la Riforma nel 1520, quando gli zurighesi hanno iniziato a recarsi a Baden, cittadina invece cattolica, per prendere una “boccata d’aria” dal rigore a cui Ulrich Zwingli li sottoponeva.

Cosa visitare: la prossima Badenfahrt ci sarà tra 10 anni, come tradizione vuole dal 1923, ma intanto potreste approfittarne per visitare la cittadina termale. Se scegliete di andare a Baden in settembre ricordate che ogni anno si tiene il Fantoché un festival di corti d’animazione e che una delle sue gemme più interessanti da visitare è Villa Langmatt, una dimora storica che oggi è un piccolo scrigno di dipinti impressionisti di Cézanne, Renoir e Pissarro.

6. Ignazio Silone: un italiano illustre a Zurigo

Ignazio Silone ha pubblicato Fontamara, il suo primo romanzo, a Zurigo nel 1933. Trattandosi di un romanzo sgradito al regime fascista, venne prima pubblicato in lingua tedesca dalla casa editrice Oprecht & Helbling e, solo nel 1945, fece la sua apparizione anche in Italia. Mentre ero alla ricerca di notizie sulla casa editrice mi sono imbattuta in un commovente articolo del Neue Zürcher Zeitung (NZZ) in cui si dava notizia della sua chiusura definitiva nel 2003. Oprecht era anche l’editore di Thomas Mann, nonché suo grande amico, e aveva aperto la casa editrice nel 1925, al civico 5 di Rämistrasse (proprio davanti alla Kronenhalle). Da oggi in poi passerò davanti a quel portone con rinnovato rispetto, Fontamara è stata una delle mie letture al Liceo e di quelle pagine ricordo il senso di imbroglio profondo degli abitanti di Fontamara e il nome curioso (ma non divertente) di uno dei personaggi: Don Abbacchio. // Mi sono emozionata a ritrovare foto della prima edizione del libro e ringrazio il sito Wiedler.ch per aver fotografato e raccontato il design di questo celebre libro.

Cosa visitare: Fontamara è lontana dai luoghi di Zurigo ma vi consiglio di procurarvi una copia del libro e andare a leggerla su una delle panchine del giardino Belvoir.

La prima edizione del romanzo

7. L’efficienza svizzera sposta anche interi palazzi

Non è uno scherzo. Nel 2012 un palazzo di 6200 tonnellate è stato traslato di 60 metri rispetto alla sede originale. Il palazzo in questione, ex sede amministrativa della Werkzeug- und Maschinenfabrik Oerlikon (MFO), la fabbrica più grande di Zurigo-Oerlikon, aveva 122 anni e in questo modo è stato savato dalla demolizione. Il suo spostamento ha richiesto 17 ore e qui trovate un breve servizio realizzato da Euronews in italiano.

Cosa visitare: piuttosto che visitare un luogo questa volta vi consiglio un aperitivo al bistro e ristorante Gleis 9, situato al piano terra dell’edificio. È un locale che resta fuori dalle classiche rotte zurighesi ed è sempre molto vivace.

8. Zurigo da Guinness: l’orologio più grande d’Europa

St. Peter Kirche, la Chiesa di San Pietro, non è solo una delle 5 principali chiese della Riforma del 1500, ma detiene anche un piccolo primato. L’orologio del suo campanile, con un diametro pari a 8.7 metri, è il quadrante più grande d’Europa.

Cosa visitare: la chiesa di per sè, ad essere sinceri, non è molto attraente: gli interni sono austeri e spogli come nello stile proprio della Riforma. Tuttavia si affaccia su una delle piazzette più belle di Zurigo con al centro un grande albero e tutto intorno meravigliose case storiche. Nel periodo natalizio il grande albero al centro della piazza viene decorato con delle lanterne, diventando uno degli alberi di Natale più belli della città.

L'orologio di St. Peter Kirche a Zurigo

9. I cittadini celebri di Zurigo

Zurigo è stata crocevia di molti personaggi illustri della storia contemporanea. Thomas Mann la frequentava regolarmente, James Joyce visse qui per 4 anni (la sua tomba si trova al cimitero di Fluntern) e Lenin la scelse come base prima di rientrare in Russia tra il 1916 e il 1917. Ma la lista delle personalità artistiche e politiche che visse, o semplicemente soggiornò qui è lunghissima e, tra gli altri, vi cito Tristan Tzara, Hans Arp, Hugo Ball, Arturo Toscanini, Benito Mussolini, Trotsky…

Cosa visitare: a due passi dalla Bahnofstrasse, in Augustinergasse 9, ha sede la Fondazione James Joyce. Tra le numerose attività vengono organizzati tour guidati alla scoperta della Zurigo di Joyce: un modo insolito per scoprire la città. I tour vengono organizzati on demand e bisogna quindi prendere accordi precisi con la Fondazione.

10. Una mini-metropoli molto cosmopolita

Che Zurigo sia una delle città migliori al mondo in cui vivere non è un segreto. Monocle, nel suo Quality of Life Survey 2017, l’ha inserita quest’anno all’ottavo posto tra le 25 città più vivibili del mondo per le sue bellezze naturali, l’offerta di ristoranti, locali e musei per il tempo libero, l’organizzazione dei trasporti e l’occhio attento alla sostenibilità. Il dato che forse è meno noto riguarda invece la percentuale di stranieri a Zurigo che si attesta sul 30% della popolazione residente. Dei 400.000 abitanti di Zurigo circa 120.000 sono stranieri provenienti da ben 173 nazioni diverse. Un interessante melting pot che fa dell’inglese la “quinta lingua ufficiale” della città (e della Svizzera).

Cosa visitare: per respirare a pieni polmoni l’internazionalità di Zurigo bastano una corsa in bus o, meglio, una passeggiata lungo il lago. Sentirete parlare (tanto!) italiano, inglese, spagnolo, portoghese, francese… Qui trovate uno dei miei itinerari preferiti dalla Rote Fabrik a Strandbad Mythenquai. // Sotto uno screenshot dal video realizzato da Monocle sulla classifica delle migliori 25 città al mondo per qualità della vita | Crediti: Monocle. Il video completo qui.

Zurigo tra le città più vivibili secondo Monocle

Conoscevate già alcuni di questi aneddoti su Zurigo? Qual è quello che vi ha incuriosito di più? Scrivetelo nello spazio qui sotto dedicato ai vostri commenti.

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