trasferirsi in Svizzera

Trasferirsi in Svizzera sì o no? Una checklist in cinque punti per prendere la giusta decisione.


Mi sono trasferita in Svizzera a gennaio 2014. L’idea del trasferimento è nata però 10 mesi prima e questo periodo, solo in apparenza lungo, mi è servito per iniziare ad organizzare la mia nuova vita e chiudere gli aspetti — soprattutto amministrativi — di quella italiana.

Prima di partire ho infatti dovuto licenziarmi dal precedente lavoro (con il giusto preavviso), iniziare a prendere confidenza con il tedesco e ovviamente aggiornare il curriculum per cercare un nuovo impiego. Inoltre  quei 10 mesi mi sono serviti per familiarizzare con l’idea di una “Valeria all’estero”: non avevo mai vissuto in un altro Paese e onestamente non sapevo come avrei reagito. Non fraintendetemi, ero molto contenta di trasferirmi, ma non avevo alcuna precedente esperienza a cui fare riferimento. Avrei quasi voluto avere il manuale del perfetto expat!

I never said it would be easy, I only said it would be worth it – Mae West

A inizio marzo sono tornata a pensare a quel periodo e alle ore infinite trascorse a raccogliere informazioni, scrivere a professionisti in Svizzera, leggere blog locali. Da quell’esperienza ho tratto alcuni insegnamenti e spero che i cinque aspetti che sto per elencarvi vi siano di aiuto per organizzare al meglio un vostro possibile trasferimento in terra elvetica. 

La Svizzera non è in Unione Europea. Scontato? Non troppo. Alcuni dei miei amici non avevano realizzato che per vivere e lavorare in Svizzera avrei avuto bisogno di un permesso di soggiorno. Da cittadini europei diamo oramai per scontata la libera circolazione dei lavoratori ma in Svizzera la questione è un po’ diversa. I cittadini europei possono beneficiare di un accordo bilaterale del 1999 tra Svizzera e UE che garantisce la libera circolazione delle persone, e questo vuol dire che non abbiamo bisogno di un visto ma solo di un permesso di soggiorno. A seconda del Paese europeo di provenienza, possono esserci disposizioni transitorie specifiche (per esempio per i Paesi che hanno aderito all’UE in tempi più recenti). Vi consiglio quindi di controllare il sito della Confederazione Svizzera sempre molto aggiornato.

trasferirsi in Svizzera

Tendenzialmente troverete 5 categorie di permessi per i cittadini UE/AELS (i 28 Stati europei + Islanda, Lichtenstein e Norvegia) e 8 categorie di permessi per chi viene da Stati terzi (qui trovate un’utile panoramica). Il rilascio del permesso di soggiorno dipende dal Cantone ed è di solito legato a un contratto di lavoro, a meno che non si tratti di un ricongiungimento familiare o di altre situazioni speciali che trovate scritte nel link poco sopra. Queste condizioni ci portano dritti, dritti al secondo e terzo punto.

Prima di partire è meglio avere un contratto di lavoro (o una lettera di incarico). Diciamocelo: trasferirsi all’estero sapendo di poter contare su un nuovo impiego e avere quindi una base più solida è sempre meglio. Anche perché quando farete richiesta per un permesso di soggiorno uno dei documenti principali da allegare è proprio il contratto di lavoro. Io purtroppo non sono riuscita a trovare un nuovo impiego prima del trasferimento; ho quindi richiesto inizialmente un permesso L come job seeker, e solo quasi un anno dopo ho potuto richiedere un permesso B perché avevo trovato lavoro. Sono stati mesi abbastanza pesanti psicologicamente parlando: ho vissuto “l’ansia da scadenza” e non è stato particolarmente divertente. Quel periodo però è stato utilissimo per studiare il tedesco e sapere la lingua mi ha effettivamente consentito di entrare nel mercato del lavoro svizzero.

trasferirsi in Svizzera

Scegliete in quale Cantone desiderate vivere e imparate la lingua locale prima di trasferirvi. La scelta del Cantone è cruciale ed ha effetto su molti aspetti della vostra vita in Svizzera, dalla richiesta del permesso di soggiorno alle tasse, dal livello dei salari alla lingua e allo stile di vita. Non sottovalutatela. E investite un po’ di tempo a leggere risorse locali come i siti istituzionali, i giornali e i blog. La scelta del Cantone per me era già “scritta” (ho raggiunto il mio fidanzato che già viveva a Zurigo) ma per fortuna mi sono trovata bene. Zurigo è una città molto internazionale e culturalmente dinamica e, col tempo, sono riuscita a trovare un mio modo per rapportarmi ad essa. Per chi è interessato al Canton Zurigo ecco il sito dell’Ufficio migrazione cantonale (solo in tedesco e con qualche documento tradotto anche in inglese).

trasferirsi in Svizzera

Non preoccupatevi troppo per la vostra età e per un possibile cambiamento di industria lavorativa. Quando mi sono trasferita avevo 31 anni e desideravo approfittarne per cambiare totalmente profilo professionale (prima ero consulente in una pubblica amministrazione e ora sono una giornalista professionista). Da italiana, avevo il sincero terrore che entrambi questi aspetti sarebbero stati un serio problema. Niente di più sbagliato! In Svizzera si cambia lavoro a qualsiasi età e si crede molto nell’aggiornamento professionale costante. Ci sono molte possibilità per formarsi e il tasso di disoccupazione è uno dei più bassi del mondo (3,6% al mese di febbraio 2017). Questo non vuol dire che trovare lavoro sia facile. Tenete sempre a mente che siete stranieri e avete bisogno di tempo per costruire il vostro network locale.

Fate domande. Forse questo ultimo punto è legato più al carattere personale, ma prima di trasferirmi ho parlato con altri italiani che avevano già fatto il salto. Con alcuni mi sono scritta via mail, con altri ho parlato direttamente al telefono. Ho trovato alcune persone molto disponibili a condividere la propria esperienza e non smetterò mai di ringraziarle abbastanza. I primi siti in cui ho trovato contatti sono stati Italiansinfuga (che ha una nutrita directory suddivisa in Paesi) e il blog di Nicoletta Spolini “lavorincorsa” (che non vi scrivo perché purtroppo non esiste più). Altri due siti che mi sono stati utili per farmi un’idea generale della vita in Svizzera sono: Swissinfo (ancora attivo e super attuale) e Comparis (risorsa con tantissime rubriche a tema per aspetti come assicurazione, ricerca casa, salari, patente e molto altro).

I siti che vi ho segnalato finora sono tutti in italiano e li considero l’ABC per chi vuole trasferirsi in Svizzera. Ce ne sono moltissimi altri, così come sono molti altri gli aspetti da considerare prima della partenza. Cosa ne pensate di questa prima selezione? Avete qualche aspetto da aggiungere? Scrivetemi, sono curiosa di conoscere quale sia stata la vostra esperienza di trasferimento o, se siete in procinto di partire, quali sono le questioni che vi preoccupano o che conoscete meno.

Photo credits: la foto di me al Lindhof di Zurigo è stata scattata da Carolina Caruso Photography; le altre due foto sono state scattate da me.